Krysten Sinema è la prima senatrice donna dell’Arizona

Krysten Sinema vince ai democratici la poltrona al senato in palio per lo stato dell’Arizona con una campagna elettorale fortemente orientata al centro. Dopo una corsa all’ultimo voto, il margine che ha garantito alla neosenatrice la vittoria è stato di solo 38.000 voti. Il senatore dimissionario è Jeff Flake, un repubblicano spesso critico dell’operato e della condotta del presidente. Mancano ancora i risultati delle elezioni in Florida dove, per la terza elezione consecutiva, è necessario fare un ri-conteggio mentre in Mississippi si andrà al ballottaggio.
Bastione repubblicano dal 1976, l’Arizona ha scelto il blue per opporsi ai continui tagli all’istruzione ma soprattutto contro la politica fortemente antimmigrazione della casa bianca. Diversamente da quanto avvenuto in buona parte dei distretti conquistati dai democratici, la senatrice Sinema è riuscita a vincere puntando al centro e non alle frange estreme dell’elettorato. Spesso si è rifiutata di incontrare i più progressisti del suo stesso partito ed ha declinato molte richieste di presa di posizione da parte di attivisti per l’immigrazione. La sua nomina indebolisce la maggioranza repubblicana al senato ma non garantirà ai democratici un voto sicuro sulle questioni più controversie come i diritti ai migranti o l’aborto. Gli stati di confine si stanno spostando sempre più a sinistra, ne è la prova non solo questa vittoria ma anche il trionfo mancato, per pochissimo, di Beto O’Rourke in Texas. A livello nazionale, i democratici hanno guadagnato terreno e riscosso milioni di dollari in donazioni e finanziamenti, battendo ogni record di spesa per le campagne elettorali più importanti.
L’elettorato latino ha fatto sentire la sua voglia di partecipare alla cosa pubblica americana tant’è che la parola più cercata su Google nelle 24 ore in cui i seggi sono stati aperti è stata “donde votar”, dove votare?
La blue wave, l’ondata democratica, che ha consegnato al partito dell’asinello la maggioranza alla camera dei rappresentanti inizierà ben presto a mettere i bastoni tra le ruote al presidente. Lo spettro dell’Impeachment torna ad aleggiare su Trump che per rallentare i procedimenti giudiziari ha da poco dimissionato il procuratore generale Jeff Sessions.

l'America in italiano_Krysten_Sinema

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