Huawey: arresto di una dirigente in Canada, è la figlia del fondatore

Sabato in Canada è stata arrestata una delle più importanti dirigenti della Huawey, è la figlia del fondatore, e questa mossa potrebbe peggiorare ancora di

Huawey_figlia_presidente_Lichenepiù le fragili relazioni tra Usa e Cina.

Il fatto
Nella stessa notte in cui Trump e Xi Jinping erano seduti ad un tavolo per trovare un accordo nella loro guerra commerciale, la polizia canadese ha messo in stato di fermo Meng Wanzhou su richiesta delle autorità statunitensi. Venerdì 7 dicembre sarà discussa la sua udienza per stabilire una cauzione e ogni dettaglio viene tenuto segreto su richiesta, e a mio parere pressione, della compagnia che ad oggi vale 8,4 miliardi di dollari.

Le accuse

Miss Meng deve rispondere di diverse accuse principalmente riguardanti il commercio e la violazione di alcune sanzioni contro nazioni come l’Iran, Cuba, il Sudan o la Siria. A fare questa ipotesi è stato il senatore repubblicano del Nebraska Ben Sasse, ma non ci sono ancora notizie certe. L’investigazione non è recente, risale al 2017, e non è direttamente collegata al recente scandalo dei chip di sorveglianza inseriti nelle schede madre di diversi server commercializzati in tutto il mondo. Ora risiede tutto nelle mani del distretto Est della magistratura newyorkese.

 

Le conseguenze

La competizione tra America e Cina è imponente e non si ferma certo al commercio: la supremazia del mondo digitale, insieme allo spazio, è l’ultima frontiera della supremazia mondiale in cui entrambe vogliono primeggiare. L’incertezza però è nemica di entrambe e il clima che si è venuto a creare dopo il G20 di Buenos Aires sta causando dei danni enormi, come il crollo del 3% che ha colpito Wall Street quando è emerso che i dettagli della tregua con la Cina non erano ne chiari né condivisi.
Huawei è uno dei più grandi produttori al mondo non solo di smartphone ma anche di infrastrutture per le telecomunicazioni che, con l’avvento del 5g nei prossimi anni, stanno subendo una ristrutturazione imponente. L’amministrazione Trump ha già bloccato diversi accordi della compagnia cinese per fornire i suoi componenti agli Stati Uniti ma il resto del mondo non si è fatto gli stessi scrupoli. È quasi certa l’esistenza di una backdoor (la possibilità di un illimitato accesso remoto da parte del costruttore) all’interno di questi sistemi quindi gli Stati Uniti devono pesare molto bene il loro comportamento con un colosso di queste dimensioni.

 

Quella che il presidente sperava fosse una facile vittoria mediatica per far prevalere la propria versione della tregua ha il potenziale di ritorcersi contro di lui. Alcuni paesi amici hanno violato, non troppo velatamente, gli stessi trattati di cui è accusata l’industria cinese quindi il doppio standard non sta passando inosservato. Lo stress test a cui Trump sta sottoponendo la Cina potrebbe non dare i risultati sperati.

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