Borsa USA, si respira aria di 29

Borsa_Usa_1929_Lichene

Cari lettori non temete, il mondo non sta per sprofondare in una crisi finanziaria profonda, ma a giudicare dai dati che sono appena emersi sugli ultimi andamenti delle borse mondiali, non siamo nemmeno messi troppo bene. Ricordo ai miei cari lettori che non sono un economista ma uno storico, per cui le mie osservazioni sono semplicemente basate sui dati e quello che il passato mi ha insegnato

Cosa è Successo– Dal G20 di Buenos Aires sembrava emersa una tregua commerciale tra Usa e Cina che ha rassicurato i mercati. In rapida successione il presidente ha plaudito l’arresto della figlia del presidente della Huawey nonché vice della compagnia e si è dichiarato un “Tariff Man” (l’uomo dei dazi) in un tweet. La fiducia nei mercati è crollata nuovamente e finora, tra perdite e recuperi, il mercato americano è sotto dell’1,5%.

 

Il quadro più ampio– Dall’ inizio della sua presidenza Trump ha mantenuto alcune promesse: l’economia sta crescendo, il tasso di disoccupazione è ai minimi da 50 anni al 3,7% e i salari di manager e impiegati crescono. Un esempio su tutti è la decisione di Jeff Bezos (Ceo di Amazon) di garantire a tutti i suoi lavoratori negli USA un salario minimo di 15 dollari l’ora anticipando una legislazione molto voluta da Bernie Sanders e dagli altri socialisti democratici. Allargando un po’ di più lo sguardo ci accorgiamo che l’America è l’unica a stare vivendo questo periodo di splendore economico, le azioni del mercato cinese sono calate del 20% da inizio anno e il paese sta crescendo al ritmo più lento dall’inizio del boom, mentre le economie di Germania e Giappone (la terza e la quarta economia del mondo) hanno perso rispettivamente il 16% e il 5%. Brutte notizie arrivano anche dal fronte interno: i tassi di interesse per i mutui trentennali sono in costante crescita mentre le vendite di automobili sono stazionarie avendo come risultato il licenziamento di decine di migliaia di operai.
Ma perché parli della crisi del 29?– Il crollo della borsa che ha funestato il mondo quel giovedì 29 ottobre 1929 è stato molto difficile da prevedere ed è stato preceduto da un forte periodo di incertezza.
No, la scusa dell’incertezza e della volatilità viene propugnata al pubblico dopo ogni grande crisi finanziaria: i segnali c’erano tutti sia nel’29 che nell’87, il famoso Lunedì nero (prima o poi finiremo i giorni neri della settimana) che nel 2008 con la crisi dei mutui sub-prime. L’andamento generale della borsa di un singolo paese (anche se questo paese sono gli Stati Uniti) non è sufficiente a garantire un futuro solido al mondo. Il segnale più preoccupante però è quando delle singole realtà faticano in un contesto di diffuso benessere, questo significa che alla base del sistema qualcosa non sta funzionando. Quello che manca ora è soltanto la prima tessera del domino.

Borsa_Usa_1929_Lichene

Non tutto è perduto – Forse è una buona notizia, forse non lo è, ma dal comportamento dei mercati degli ultimi 2 anni si evince un dato importante: la politica influenza le decisioni finanziarie come mai prima d’ora. A dirlo è Julian Emmanuel, uno dei gestori di BTIG un fondo di investimenti tra i più influenti al mondo. Le implicazioni potrebbero essere molto significative se il panorama politico mondiale non stesse imboccando una pericolosissima spirale populista. L’ultima domanda che resta da farsi è se, nel 2018, siano i mercati a far cadere i governi o i governi a far schiantare i mercati, nello scenario peggiore la risposta è entrambi.

Un pensiero riguardo “Borsa USA, si respira aria di 29

  1. […] Bear year– Per Wall Street questo 2018 sta diventando un anno da dimenticare, le azioni tecnologiche stanno trascinando giù il mercato che è vicino alla soglia delle perdite dopo aver bruciato quasi tutti i guadagni del 2018. Facebook, Google e Apple stanno trascinando giù un intero settore a causa di problemi nel management, nella gestione della privacy e nel mantenere alti i margini di profitto, tutto mentre nuove tassazioni sul web sono in preparazione in diverse parti del mondo. Dal toro all’orso quindi, Wall Street sta cambiando il suo animale guida e si prepara ad un futuro quanto mai incerto. […]

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...