Il prezzo del consenso

Un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che Michael Cohen, l’allora avvocato e confidente di Trump, ha pagato una società di sondaggi online per rivedere al rialzo il gradimento dell’allora candidato presidente.
In un Tweet Michael Cohen ha ammesso di aver pagato, su ordine del suo capo, una somma di denaro che il WSJ stima in 12-13.000 dollari, e si pente di essersi fidato ciecamente di un uomo che non se lo meritava.

 

Il destinatario di questi pagamenti era John Gauger, il proprietario della società di polling online Red Finch Solutions, che però si aspettava molto di più. La somma prevista infatti era di 50.000 dollari e non fu mai pagata per intero.
Non è finita, la collaborazione tra i due è proseguita anche a campagna elettorale inoltrata durante la quale i servizi di Gauger sono stati nuovamente richiesti per creare il twitter feed “Women for Cohen”. L’obiettivo era quello di promuovere l’immagine pubblica dell’avvocato di Trump presentandolo come un sex symbol tramite una serie di Tweet per migliorare la sua immagine pubblica data la quantità che passava in televisione.
La reazione del presidente non è mancata, il suo legale e confidente da più di 20 anni è stato definito un debole e POTUS ha anche suggerito delle indagini sulla sua famiglia. La sua testimonianza è prevista per il 7 febbraio a porte chiuse per impedire qualsiasi interferenza alle indagini sul Russiagate dello special counsel Robert Mueller.
I democratici alla camera hanno già avvisato il presidente che qualunque atto volto a scoraggiare un testimone dal testimoniare potrebbe costituire reato. Le probabilità di un caso di impeachment sono molto basse ma la situazione è chiara: interventi, minacce o commenti del presidente verso testimoni o investigatori possono essere usati contro di lui non solo nei casi Manafort e Cohen ma anche in qualunque atto investigativo del congresso. La base di urlatori di Trump ha bisogno delle sue parole e lui ha bisogno dei suoi discorsi per mantenere ardenti i tizzoni del suo essere antisistema. Resta solo da chiedersi se la battaglia si svolgerà nelle piazze o nei tribunali e tutti conosciamo il valore della scelta del terreno di scontro.

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