NAFTA e USMCA sempre in aiuto dei cartelli della droga

Pochi giorni fa ricorrevano i 25 anni del NAFTA, il North American Free Trade Agreement, l’accordo che ha triplicato il guadagno commerciale di Usa Messico e Canada portandolo da 0.3 trilioni di dollari a 1.1 tra il 1993 e il 2016.
Liberalizzando il commercio tra i 3 paesi ed eliminando gran parte dei controlli e dei dazi alle frontiere, però, l’amministrazione Usa si è tirata una pesante zappata sui piedi per quanto riguarda la lotta al traffico di droga.

Un po’ di storia– come molti ormai sapranno grazie a Narcos, la serie Netflix, l’impero della droga di Pablo Escobar si fondava sul contrabbando della cocaina colombiana verso gli stati uniti attraverso i Caraibi e le Florida con piccoli aerei e motoscafi da corsa. Quando la neonata Dea, pagando un prezzo altissimo in denaro e vite umane, ha chiuso quasi del tutto le rotte caraibiche alla fine degli anni 80, gli stati uniti non si sono resi conto di aver consegnato nelle mani dei messicani l’intero volume traffico della cocaina colombiana. I trafficanti Messicani commerciavano storicamente quasi solo Marijuana ma con l’arrivo della coca colombiana, quasi in contemporanea con l’apertura del confine statunitense, il business è esploso.

I numeri– Ogni anno passano dal confine messicano 4,3 milioni di camion e le autorità ne controllano solo il 10%. Nel 2006 il 90% della cocaina colombiana ha trasitato per la frontiera tra Usa e Messico mentre in senso contrario arrivavano tonnellate di mais a prezzi stracciati. Le due cose sono molto più collegate di quanto si possa pensare perché i prodotti agricoli statunitensi hanno, con i loro prezzi stracciati dovuti alla manodopera sottopagata usata per raccoglierli, hanno portato il tasso di disoccupazione del paese dal 3% al 5%. Le città di confine come Juarez o Nuevo Laredo sono state le più colpite da questa crisi e sono state la culla di uno dei cartelli più grandi per numero di effettivi e violenti per numero di omicidi commessi.

Reazioni peggiorative– Il Nafta permette anche il libero scambio di apparecchiature militari tra i paesi contraenti. Quando il problema dei trafficanti ha iniziato a preoccupare le autorità statunitensi, la risposta più naturale è stata inviare miliardi di dollari al Messico nella forma di armamenti da guerra per la militarizzazione della polizia. Ai cartelli i soldi non mancano quindi più violenza da parte della polizia può solo significare più violenza da parte dei narcotrafficanti. Nel solo 2017 sono stati assassinati 31.000 messicani a causa della guerra alla droga, 6 volte i morti del 2006.

Il presidente– Trump ha attaccato il NAFTA sin dai tempi della sua campagna elettorale ed è riuscito a portare al tavolo delle trattative sia il Messico che il Canada per redigere un nuovo trattato: lo USMCA. Oltre a sembrare una canzone dei Village People, il trattato muta veramente di poco gli equilibri commerciali già in vigore e soprattutto lascia inalterate le politiche di frontiera, di fatto rendendosi perfettamente inutile a combattere il traffico di droga.

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