Corsa agli armamenti: il ritorno

L’Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces Treatyormai è storia. L’America, la Russia e oggi anche il Giappone si sono ritirati, per non parlare della Cina che non ne ha mai fatto parte. Il New Start, l’accordo che limita la proliferazione degli ICBM (inter continental ballistic missiles) scadrà nel 2021 e probabilmente non verrà rinnovato. Queste sono le premesse per una cara vecchia corsa agli armamenti come non si vedevano dalla fine degli anni 70. La strada che ci ha portato fin qui è costellata di richiami alla guerra fredda solo che i grandi giocatori non sono più due, ma tre.

 

Scambio di accuse – La questione del trattato Inf si fonda su uno scambio di accuse tra Stati Uniti e Russia che si rimproverano a vicenda di aver violato il trattato. La colpa degli Stati Uniti, secondo la Russia, è quella di aver realizzato in Romania un sistema difensivo antimissile che dovrebbe essere allargato alla Polonia e potrebbe essere facilmente convertito in un sistema di lancio di testate nucleari su vettori BGM-109 Tomahawk con un raggio di 2500 chilometri. Secondo gli americani, invece, il governo di Putin avrebbe sviluppato un missile con una gettata massima di 2500 chilometri (anziché 480 come dichiarato dei militari) contravvenendo palesemente al trattato. Il vettore incriminato è l’Iskander nella sua variante 9M729 (denominato SSC-8 nel codice Nato) e non sarebbe stato solo testato ma anche schierato nella Russia centrale a Ekaterinburg a est degli Urali.

Corsa_Agli_Armamenti_Lichene
Il Riarmo– Le “grandi opere” dell’esercito statunitense stanno invecchiando e mantenerle funzionanti sta raggiungendo dei costi quasi superiori a quelli necessari ad un rinnovo completo della flotta. Dalle portaerei nucleari passando per i sommergibili e arrivando all’intero sistema di lancio e preallarme, il programma di reinvestimento del presidente prevede un esborso di 1,6 trilioni di dollari ma avrebbe conseguenze ben peggiori sugli equilibri internazionali. La Cina si è fatta molti pochi problemi in questo discorso testando i suoi armamenti per far vedere che il suo potenziale offensivo è in grado di rivaleggiare con quello degli Stati Uniti. Le scintille che potrebbero far scoppiare l’incendio non mancano, le Spratly Islands nel Mar cinese meridionale, le Isole Senkaku in Giappone o la situazione coreana; non conviene a nessuno ma in caso di crisi il modo più vecchio che l’amministrazione Usa ha per uscire dalla recessione sono le grandi commesse statali soprattutto negli armamenti.

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