Trump è nelle mani di Fox News

Anche se così sembra, le azioni del presidente delle ultime settimane non sono dettate da segreti piani malvagi massonici o agende politiche della Exxon Mobil. È tutto nelle mani di Fox News, e dei suoi conduttori di estrema destra. Dagli anni 90, quando i repubblicani non riescono a governare a causa di un presidente o di una o più camere democratiche, entra in gioco una curiosa strategia che di solito termina con un glorioso fallimento. Lo shutdown appena concluso e lo stato di emergenza dichiarato dal presidente ne sono l’ennesima dimostrazione.
Se avete mai avuto il dispiacere di assistere ad uno speciale sulla politica interna del network più conservatore d’America capirete presto di cosa sto parlando. In caso contrario non temete, il livello delle trasmissioni è talmente basso che ci vorrà molto poco a spiegarlo.

Fox_News_Trump_Lichene

L’opinione politica americana, soprattutto delle destre, è molto influenzata dalle trasmissioni di alcuni conduttori considerati dei guru in materia di politica. Uno dei più influenti ad oggi è Rush Limbaugh, un veterano della politica consevatrice americana che si è trasformato in un imponente sostenitore del programma di Trump. Avete letto bene, non è un idolatra del presidente e proprio per questo quando, prima dello shutdown, si era raggiunto un accordo tra le parti per mantenere il governo funzionante senza dare fondi al Muro di confine, ha iniziato a criticare pesantemente l’inquilino della Casa Bianca. In quel momento Fox news è diventata un concerto di voci che accusavano Trump di essere un debole, un traditore, un amico dei democratici e un presidente fantoccio. Dopo due giorni che le camere hanno passato a rifinire la versione americana della nostra legge di stabilità, mentre Fox News continuava con la sua mitragliatrice di insulti, il presidente ha deciso che non avrebbe firmato la legge di stabilità dando il via allo shutdown.
È un ciclo che si ripete dai tempi dell’amminisztrazione Clinton ed è finito sempre nello stesso modo. Dalla crisi del primo mandato di Clinton di allora, fino a pochi giorni fa passando per l’odiata Obamacare del 2011, i repubblicani finiscono per combinare un disastro e perdere consenso. Ora il 50% degli americani incolpa Trump per i disastri creati dallo Shutdown (800.000 lavoratori senza stipendio, areroporti chiusi, strade inondate di spazzattura ecc…) e alla fine di tutto il presidente non è nemmeno riuscito a portare a casa il suo muro. Il pattern è sempre quello: per governare in modo efficace la destra al governo deve scendere a compromessi, i media e i commentatori non sono contenti quindi iniziano a screditare i parlamentari o il presidente che, per non perdere credibilità e voti con la base, rompono le intese con i democratici e portano alla chiusura del governo. I democratici non si piegano, i repubblicani sono costretti a concedere quanto avevano promesso, spesso di più, e perdono valanghe di consensi.

Il problema ora è che questo procedimento è sempre stato considerato un piano d’emergenza per quando i programmi risultavano  davvero inconciliabili. Quando Trump ha dichiarato lo stato di emergenza per avere i soldi per il suo muro ha ricominciato il giro di Valtzer. Una volta trovato il compromesso per riaprire il governo che non prevedeva una barriera di muratura tra Usa e Messico (ma solo una rete in filo spinato) Fox news ha ricominciato i suoi attacchi. Neanche a dirlo il presidente ci è cascato in pieno.

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