Il profumo dei soldi

Un aereo è caduto. Poi ne è caduto un altro, dello stesso modello e nello stesso modo. Il titolo della compagnia che produce quell’aereo perde il 10% in borsa in 12 ore e quasi tutto il mondo decide di lasciare a terra tutti i modelli di quell’aereo caduto.
Non gli Stati Uniti.

Edit – a partire dalle 19:50 (ora italiana) di mercoledì 13 marzo i boeing 737 Max 8 non possono più volare negli Stati Uniti, quanto segue è un analisi su una delle cause che hanno fatto arrivare questa decisione solo ora.

La compagnia che produce questo aereo, che produce anche metà degli aerei delle forze armate statunitensi e 1/3 degli apparecchi in volo nei cieli del mondo, ha chiesto al presidente di ribadire la fiducia delle istituzioni nella compagnia. Perché può farlo? Come può farlo? I soldi, e le lobby.

Influenza – Il concetto di lobby si può riassumere nella pressione che un organismo privato può esercitare su un’istituzione pubblica. Questa pressione nasce tramite delle agenzie specializzate nel garantire finanziamenti per “tutelare presso i legislatori gli interessi della compagnia”. Boeing ha speso 15 milioni di dollari nel solo 2018 attraverso 12 compagnie differenti. Il loro responsabile per le relazioni con il governo è un ex dell’entourage di Clinton e non ha preferenze politiche: sotto di lui sono stati spesi milioni di dollari per ingraziarsi legislatori di tutto lo spettro politico. Sul sito della Boeing è riportato che i contributi offerti ai politici vanno da un consigliere regionale della Nord Carolina fino alla terza carica dello stato, la speaker of the house Nancy Pelosi.

Muscoli – Bastano 2 dati per capire l’impatto decisionale che un’azienda dal peso economico come Boeing può avere sull’esecutivo: l’attuale segretario della difesa (temporaneo, dopo gli ultimi siluramenti) Partick M. Shanahan è un ex amministratore delegato della compagnia. All’attuale Ceo, poi, sono bastati due giorni per avere un colloquio telefonico personale con il presidente per chiedergli di ribadire la sua fiducia nella compagnia e nel modello incriminato dal resto del mondo: il 737 Max 8. La fiducia del pubblico non sembra essere tanto alta come racconta un articolo del New York Times, ma gli apparecchi continuano a volare.

Controllo – il risultato di quanto appena detto è che Boeing (o altre grandi compagnie forti con le lobby) non solo fa gli aerei ma scrive le leggi che regolano il traffico e soprattutto la sicurezza. I legami tra grandi corporations e l’esecutivo non sono passati inosservati ma dopo l’usuale ondata di critiche nulla è cambiato. La presidenza Trump ha poi un legame speciale con la compagnia aereospaziale: il presidente voleva due nuovi Air Force One ma i 4 miliardi chiesti erano davvero troppi per una campagna elettorale. Una volta eletto, un milione di dollari donato per l’inaugurazione ha oliato un po’ gli ingranaggi.

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