Secondo round democratico – Kamala Harris si scontra con Joe Biden

Altri 10 candidati a confronto in Florida per proporsi come la nuova guida democratica del paese ma soprattutto come il paladino che potrà cacciare Trump. Il cuore del dibattito è stato l’attacco della senatrice Kamala Harris a Joe Biden per le sue posizioni sulle politiche di integrazione scolastica tra bianchi e neri negli anni 70 e 80.

a sinistra Joe Biden, a destra Kamala Harris durante l’acceso dibattito

La scena è stata letteralmente rubata dalla senatrice Harris perché il dibattito più atteso era certamente quello tra il senatore del Vermont Bernie Sanders e il candidato che, fino a questo dibattito almeno, era in vantaggio nei sondaggi. I due veterani però sono stati messi in ombra da diverse performance degne di nota degli altri candidati, uno scontro che ha messo in luce le molte divisioni interne al partito democratico. La domanda è sempre la stessa: Come trasformare la sanità e riuscire a tassare i più ricchi? Le risposte sono state le più diverse.

Il momento più intenso della serata è stato quando La senatrice afroamericana, l’unica in un palco di soli bianchi, ha preso la parola dopo una domanda sulle politiche di gestione delle minoranze. L’accusa a Biden è iniziata dalla critica alle parole di supporto dell’ex vicepresidente a due senatori repubblicani dichiaratamente segregaizonaisti ed è continuata scavando profondamente nel passato politico del candidato di punta democratico. La sua immagine era stata preparata molto bene dei suoi social media manager prima del dibattito con un montaggio sull’impegno politico di Joe Biden per l’uguaglianza.

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Non è bastato, Kamala Harris ha rievocato l’opposizione di Joe Biden alla politica dello school busing: una strategia disegnata per combattere la segregazione e che prevedeva il trasporto di ragazzi di colore dai loro quartieri segregati alle scuole dei quartieri bianchi e viceversa. La senatrice ha ricordato che “C’era una banbina in California che veniva portata in autobus ogni giorno ad una scuola migliore, quella bambina ero io.”

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Biden guarda altrove turbato. “io non supporto i razzisti, tutto questo è una storpiatura di quello che ho fatto”

Per il Sindaco di South Bend (Indiana) Pete Buttigieg è stata una buona serata. Dall’essere uno dei tanti nomi nella lista è arrivato ad occupare una delle posizioni predominanti nel panorama democratico. Ha parlato di suo marito Chasten e si è avvicinato molto ai giovani sollevando il problema degli student loans, i prestiti da decine di migliaia di dollari che gli studenti americani devono stipulare per poter studiare. Il dibattito è stato la sua seconda apparizione sui media nazionali dopo che un poliziotto della sua città ha sparato e ucciso un uomo di colore durante un controllo stradale con la sua body camera spenta. “Perché questa discriminazione è rimasta nelle forze di polizia della sua città?” gli chiedono, “Perché non l’ho aggiustata”. Non sono comuni le prese di responsabilità di questo calibro nella politica americana e questo è un merito che va riconosciuto. Ha poi concluso il suo intervento con una speranza che vorrebbe essere una promessa: farò in modo che nelle strade d’America un uomo bianco e un uomo di colore si sentano allo stesso modo davanti ad un’auto della polizia: sicuri.

L’intervento più lungo firmato Bernie Sanders lo ha visto riferirsi a Trump come “un bugiardo patologico che ha truffato i lavoratori americani che può essere battuto semplicemente mostrando la sua vuotezza”. Non è mancata la risposta del presidente che ha twittato da Osaka dove si sta svolgendo il G20.

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“Io sono un Socialista democratico” Ha detto Sanders ma “se ci ostiniamo a chiamarci socialisti, i repubblicana useranno una retorica specifica ed efficace per farci cadere solo su questa parola”. Le parole del candidato ed ex governatore John Hickenlooper mostrano la radice del problema democratico di questo 2019. Un altro candidato, Eric Swalwell, porta all’attenzione dell’elettorato il secondo grande problema del partito dell’asinello: la mancanza di giovani. In un attacco diretto a Biden ha detto “è tempo che si passi il testimone alle generazioni più giovani”. “I’m still holding on to that torch” io a quella torcia ci sono ancora attaccato, ha risposto con un sorriso.

Biden era il favorito prima di entrare a questo dibattito, ora è difficile tirare le somme in termini percentuali. Nelle ultime settimane è calato ma con il supporto degli elettori di colore e dei democratici più di centro insoddisfatti dalla deriva socialista, è possibile ricostruire quella coalizione multirazziale e culturale che ha messo Obama al potere. Si è parlato poco di armi e gun violence, un argomento che l’ex vicepresidente aveva curato molto sui suoi profili social parlando sia con chi odia l’Nra (la national rifle association)

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sia con chi non può immaginare un’America libera dai cittadini armati.

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Sanders vuole rivoluzionare la politica americana per ripensare l’economia degli Stati Uniti. la sua influenza non può più essere ignorata tant’è che penrisno Elizabet Warren, nel dibattito precedente, ha supportato la sua ipotesi di un’assistenza sanitaria gratuita per tutti. Kamala Harris se la sta giocando molto bene anche se la sua serata è parsa un po’ povera di contenuti. La sua campagna era iniziata a gennaio attanagliata dagli stessi dubbi dell’intero partito: puntare al centro o puntare alla sinistra socialista.
Tempistiche e tematiche sono il punto cardine di questi dibattiti e il New York Times ha fatto un conto molto più accurato del mio, lo trovate qui.

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